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Dietro le quinte della stop motion


I film d’animazione hanno un fascino senza tempo. La grande magia che accade quando le immagini colorate scorrono sullo schermo è uguale per grandi e piccini. Sfido chiunque a rimanere freddo e glaciale davanti a Nightmare before Christmas, film d’animazione di Tim Burton, o all’Isola dei Cani, film nato dal genio di Wes Anderson e animato da Tim Allen.

L'isola dei cani di Wes Anderson - Dietro le quinte della stop motion

Sul set de “L’isola dei cani” di Wes Anderson

La tecnica utilizzata per questi film d’animazione, come per molti altri famosi, è quella della stop-motion: una tecnica di animazione che usa, in alternativa al disegno eseguito a mano, oggetti inanimati mossi progressivamente, spostati e fotografati a ogni cambio di posizione. Per 1 secondo di animazione bisogna scattare 24 fotografie! E in ciascuna di queste foto, il personaggio o l’oggetto inquadrato va mosso o modificato un poco.

film paranorman dietro le quinte della stop motionLa Stop Motion era utilizzata già da George Mèliés nei primi anni del secolo scorso. Anche il primo film su King Kong, girato nel 1933, ha sfruttato la stop-motion!
In base alla tecnica e ai materiali utilizzati, la stop-motion può prendere diversi sotto-nomi. Pingu, Galline in fuga o Wallace & Gromit, per esempio, sono realizzati in claymation, ossia animando con pazienza dei pupazzi di plastilina.
Quando invece si usano ritagli di giornale, vestiti, e altri oggetti di uso comune la stop-motion prende il nome di cut-out: il suo effetto è quello di un collage in movimento.
La puppet animation è la stop-motion usata per animare pupazzi, marionette, fantocci, giocattoli, bambole di carta e anche modellini all’interno di un set. Uno dei capolavori di Tim Burton, La sposa cadavere, è stato realizzato così.
Noi italiani chiamiamo questa tecnica passo uno perché per riprodurre il movimento sullo schermo si sposta di poco, a mano, l’oggetto interessato, e si filma un fotogramma di pellicola (o di video). Poi si sposta di nuovo, di poco, l’oggetto e si filma un nuovo fotogramma. Alla fine gli spettatori vedranno l’oggetto muoversi come se fosse vivo.
Una magia che solo questa tecnica può regalarci!