giornale CALISEA art animation

 

La nostra Claudia Bonomo ha incontrato al Letocomics and Game Ignazio Piacenti, fumettista siciliano, che le ha parlato a cuore aperto di fumetti, emozioni e della sua professoressa delle medie alla quale deve un “grazie”.

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Sono Ignazio Piacenti, classe 1972, da sempre appassionato di disegno.

Da piccolo disegnavo per il piacere di disegnare e perché ho sempre trovato nel disegno il mio momento di riflessione.

Disegnare era per me uno sfogo ma in realtà non avevo mai pensato che potesse diventare un mestiere.

La mia professoressa delle medie ha insistito molto sul farmi fare il Liceo Artistico, peccato che io mi “siddiava” a studiare e alle scuole superiori non pensavo proprio, mi sarebbe piaciuto non farle.

Devo dire che però il Liceo Artistico per me è stato facile: si disegnava tantissimo e la cosa mi rendeva felice.

Alla fine del Liceo cominciai a ragionare sul da farsi e per la prima volta mi sembrò possibile far diventare la mia passione un mestiere.

Le scuole per il fumetto costavano troppo e allora decisi di studiare scenografia all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Nonostante gli studi di scenografia, alla fine, la passione per il fumetto ebbe la meglio.

La collaborazione tra l’Accademia di Palermo e l’Accademia del fumetto di Milano mi diede la possibilità di proporre i miei progetti al direttore dell’accademia di Milano, che fu gentilissimo con me e coi miei progetti e mi presentò un suo amico editore che alla fine a sorpresa decise di pubblicarmi su carta.

Il digitale allora stava ancora prendendo piede e io ringrazio sempre di essere stato pubblicato su carta perché questo materiale su di me esercita un fascino profondo.

 

Mi ritrovai così a pubblicare una graphic novel, il Giglio Nero, un fumetto in stile steampunk, che fu l’inizio della mia carriera.

Nella realizzazione di questo fumetto il miei studi in scenografia mi hanno aiutato a realizzare i disegni in acrilico, le armi, a scegliere i colori,a curare i dettagli.

Da quel momento, finalmente, la mia passione è diventata il mio lavoro.

Oggi, quando realizzo le mie tavole sono felice. Non è una questione di soldi, di guadagno.

Per me hanno mai avuto importanza i soldi. L’importante è sempre stato essere felice, emozionarmi ed emozionare.

 

Se mi chiedessero di definire il mio stile potrei dire, semplificando, che i miei fumetti da un lato si avvicinano all’iperrealismo ma dall’altro se ne distaccano ampiamente.


Il mio stile punta a essere riconoscibile. E questo, l’ho capito col tempo, può succedere solo quando trovi il tuo linguaggio Ognuno di noi deve fare i propri studi, le proprie ricerche, trovare i propri modelli, le proprie reference, e poi andare verso
una propria direzione con un bagaglio culturale solido, senza copiare nessuno.

Il segreto del successo per me rimane sempre l’emozione.

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Floriana Manciagli