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Magia.

E’ questa la prima parola che mi è venuta in mente dopo aver visto per la prima volta su NETFLIX il film d’animazione Klaus. Prodotto da SPA studio con la regia di Sergio Pablos in uscita questo 15 Novembre sulla piattaforma streaming più famosa al mondo.

.Recensione Klaus i segreti del Natale

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Parla di un postino Jesper, figlio viziato del capo dell’accademia dei postini, svogliato e buono a nulla.

Dopo avergli dato numerose possibilità di carriera, il padre decide di mandarlo nel posto più remoto del Polo Nord affidandogli un intero ufficio postale.

Recensione Klaus i segreti del Natale

In questo luogo dove non solo il clima si rivela ostile, fa la conoscenza di un misterioso boscaiolo che vive da eremita in una casa piena di giocattoli.

Entrambi decidono di portare felicità e gioia al villaggio vittima da secoli di una faida familiare.

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La storia si presenta scorrevole e ricca di momenti comici e commoventi che si alternano piacevolmente creando un sensazione sognante nello spettatore mantenendola durante tutto il film.

Ma non è solo la storia a rendere così speciale questo capolavoro.


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Infatti dall’uscita del trailer anche gli addetti ai lavori si sono chiesti se la produzione utilizzasse la tecnica della 3D animation o della 2D.

L’aspetto visivo infatti sembra così volumetrico da ingannare anche l’occhio più esperto ma si, è proprio un film in 2D.

Recensione Klaus i segreti del Natale

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Sergio Pablos in una conferenza al VIEW di Torino spiega quale lavoro di ricerca e innovazione ha coinvolto tutto il suo staff per riuscire ad eliminare quel limite nelle luci e nelle ombre che l’animazione tradizionale si portava dietro.

Pablos voleva rendere più realistici e tridimensionali i personaggi, non si voleva limitare solo ai background, quindi inizia un lavoro di ricerca sia in Europa che in America di sviluppatori software che potessero realizzare un prodotto che riuscisse ad applicare la tecnica dell’illuminazione 3D a quella 2D.

Dopo sei mesi di ricerca uno dei suoi dipendenti Marcin Jakubowski gli mostra uno studio che stava realizzando su alcune forme geometriche di base dove riusciva ad applicare ai modelli “key light”, “baunced light”, “ambient”, “occlusion”.

La tecnica di Jakubowski verrà poi applicata e sperimentata su strutture sempre più complesse, fino ad arrivare al personaggio e risulterà funzionante.

Queste mappature di luce, utilizzate precedentemente solo nella 3D, vengono messe a disposizione degli artisti che potevano utilizzarle liberamente attraverso un software sviluppato successivamente da Les Film Du Poisson Rouge un azienda che produce strumenti per software 3D e 2D divenuta partner del progetto.

Inoltre, sostiene Pablos, che un altro aspetto fondamentale è stato l’utilizzo totale di Toon Boom Harmony dalla realizzazione degli storyboard all’animazione e alla colorazione.

Hanno lavorato con un team di pulizia come si faceva un tempo, decidendo fotogramma per fotogramma quali linee di contorno mantenere e quali eliminare. Probabilmente la parte più complessa dell’intera realizzazione del film.

Tutte le animazioni sono state disegnate a mano fotogramma per fotogramma e l’impatto visivo e dell’animazione in se ne hanno guadagnato moltissimo.

Concludendo possiamo solo affermare che la ricerca visionaria di Pablos ha dato sicuramente i suoi frutti, portando ad un livello nettamente superiore una tecnica quasi dimenticata perché sovrastata dalle nuove esperienze tridimensionali.

L’animazione tradizionale ha ed avrà sempre quella magia capace di portarci indietro nel tempo, facendoci tornare bambini, perché nel mondo dei cartoon tutto è plausibile e riesce a trasportarci ad un livello di percezione della realtà totalmente folle e meraviglioso, quello che ahimè non riesce a fare ancora a pieno la Computer animation.

Sperando di vedere più prodotti del genere, possiamo solo congratularci vivamente con tutto lo staff di SPA studio.

CLAUDIA BONOMO