Negli Studi CALISEA continua la produzione del corto animato in stop motion “L’Uomo del Vento”, scritto e diretto da Claudia Bonomo.

Il cortometraggio (prodotto da Fabio Teriaca, con Tim Allen in qualità di lead animator e Sergio Cammariere come autore delle musiche originali) ha già attirato l’attenzione di addetti ai lavori e appassionati di cinema, curiosi di vedere, prossimamente sugli schermi cinematografici, la storia dell’anziano uomo del vento Herbert.

L'uomo del vento corto stop motion

Come nasce un film in Stop Motion? Questa è  sicuramente una delle più grandi curiosità per ogni amante del cinema d’animazione! Claudia Bonomo, dal backstage de “L’Uomo del Vento”, ha risposto alla nostra curiosità di saperne di più, raccontandoci le entusiasmanti tappe della lavorazione del film.

Ciao Claudia. Da poche settimane si è conclusa la fase di pre-produzione del film. Quali sono i primi step necessari per la realizzazione di un corto in stop motion e chi sono le figure professionali che vi lavorano?

L'uomo del vento cortoC: La pre-produzione di un film in stop motion, e non solo, è essenziale. Prevede tutta quella fase progettuale utile per la realizzazione degli storyboard, dei personaggi, dell’ambientazione e il coinvolgimento delle figure professionali che si occupano appunto di questi aspetti progettuali. Quali sono questi aspetti? I concept dei personaggi realizzati dal character designer, o il concept dell’ambientazione, che non è un progetto tecnico ma è costituito da bozzetti utili a far comprendere l’aspetto visivo generale del corto. Successivamente si passa dal bozzetto alla progettazione tecnica: realizzazione delle maquette dei personaggi (ossia i loro prototipi realizzati in argilla) e progetto tecnico in scala della scenografia. Questa fase, come potrai immaginare, è fondamentale per la realizzazione di un film d’animazione. Senza di essa nessun film potrebbe esistere.

In questa fase, la realizzazione dello storyboard e dell’animatic è essenziale perL'uomo del vento backstage corto stabilire, ad esempio, quali parti della scenografia o del personaggio devono essere inquadrati e messi in risalto. Lo storyboard ci fa infatti comprendere cosa dovrà comparire sullo schermo e quindi, tutti i professionisti coinvolti nella lavorazione, dovranno collaborare a questo fine. Chi sono questi professionisti? Il regista, il character designer, il concept artist, il progettista scenografo, lo scultore, gli animatori.

Mi hanno incuriosito i personaggi di Herbert e Vicky. A chi vi siete ispirati per crearli? Ci sono elementi autobiografici o è tutto frutto della fantasia?

L'uomo del vento cortoC: Herbert e Vicky traggono effettivamente spunto dalla mia vita. Per il personaggio dell’anziano Herbert mi sono ispirata al mio nonno materno, nonno Saro, soprattutto osservandolo nella sua routine quotidiana. Lui, come tanti anziani, è solito seguire una serie di semplici azioni quotidiane che gli danno conforto: si alza presto, si lava il viso, prepara un buon caffè e poi sveglia la nonna per fare colazione insieme. Tutto questo fatto con la lentezza e il metodo tipici della sua età, che lo rendono ai miei occhi poetico. Mio nonno mi ha ispirato anche per la genialità, la voglia di vita, la dinamicità che hanno contraddistinto i suoi anni giovanili e che sono caratteristiche presenti nel personaggio. Così come il nonno, Herbert ha realizzato, salendo instancabilmente su e giù per la sua nave, marchingegni geniali che, ancora nella vecchiaia, lo accompagnano nel suo prezioso mestiere.

Vicky nasce invece dall’anti immaginario della “bambina da cartone animato”. L’hoL'uomo del vento corto immaginata come una bimba dell’età di mia figlia che ha 4 anni, un’età speciale durante la quale i bambini iniziano a tirare fuori la loro personalità. E’ una bambina particolare che non si fa coinvolgere dalle mode e sta lì, a giocare nel parco, con il suo personale “anticonformismo” che la porta a disinteressarsi dell’apparire graziosa e ordinata come le sue coetanee. Si fa ispirare da altro…dalla fantasia! Questa meraviglia nasconde però l’altra faccia della medaglia: non omologarsi può significare restare soli, soprattutto in una fase come quella della prima infanzia in cui i bimbi, con l’onestà che li contraddistingue, non esitano a dirti che sei brutta o disordinata. In questo rivedo anche un po’ me da piccola, con la mia forte personalità e la sconfinata fantasia. Insomma, i personaggi del corto sono stati fondamentalmente ispirati dai miei più grandi affetti.

Faranno parte del cast artistico due grandissimi artisti internazionali quali Sergio Cammariere che curerà le musiche originali del corto e Tim Allen nel ruolo di lead animator. A proposito di quest’ultimo, come nasce la vostra collaborazione che risale a prima del film? Qual è il compito di un lead animator all’interno di un film in stop motion?

L'uomo del vento corto in stop motionC: Per me è un grande onore avere nel cast due grandi artisti di questo calibro! La collaborazione con Tim Allen nasce nel 2019 quando l’ho invitato qui a Catania per curare la docenza di un workshop organizzato da Calisea. E’ stato con noi 12 giorni, travolto dall’ “energia sicula” degli studenti e di noi docenti. La collaborazione è poi diventata amicizia, confronto professionale e stima reciproca che ha portato Tim a diventare prima mentore della scuola di cinema d’animazione Calisea e, da quest’anno accademico, anche docente. All’interno del corto, Tim Allen sarà l’animatore principale.

L'uomo del vento cortoNel settore dell’animazione tradizionale e in stop motion ci sono varie figure di animatori, con diverse competenze ed esperienza. Gli animatori senior sono, ad esempio, responsabili dei fotogrammi chiave ovvero dei movimenti principali che andranno eseguiti dal personaggio. Gli animatori junior poi si occupano invece dei movimenti intermedi ma pur sempre coordinati dall’animatore principale. Facendo un paragone col disegno è come se il lead animator facesse lo schizzo e gli altri animatori ci ripassassero sopra il tratto definitivo. Anche in questo caso si tratta, dal mio punto di vista, di un mestiere molto affascinante, impegnativo e… in grado di produrre magia!

Grazie Claudia! Torneremo sicuramente a trovarti nelle prossime settimane per sbirciare ancora tra le meraviglie del backstage del tuo film.

 

Le foto dal set de “L’Uomo del Vento” sono di  Davide Aricò

L’Intervista è di Irene Maugeri